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Educazione tra pari

La “Peer education insieme ad altre metodologie di coinvolgimento riguardanti le attività educative, culturali e ricreative risulta essere uno degli strumenti privilegiati di comunicazione con i giovani.

Nella Cooperativa, tale consapevolezza deriva dal lavoro proprio dei soci, che hanno avuto la possibilità di avviare una sperimentazione sul territorio di appartenenza e di attivare un percorso di conoscenza approfondito e specifico sul coinvolgimento delle fasce più giovani; ponendo come base della propria attività la centralità dell’individuo, con le sue caratteristiche e all’interno di una cittadinanza attiva.

Gli operatori di cui si avvale la Cooperativa, i peer educators senior, appartengono alla fascia d’età 21 – 29 anni, compresa nella più ampia fascia presa in considerazione , garantendo così:

  • la differenziazione delle attività proposte, in base all’età di appartenenza;
  • una ascolto diretto e partecipativo delle esigenze del gruppo dei pari;
  • l’originalità e l’innovazione del servizio, fino ad ora sperimentato solo in esigue realtà nazionali, esperienze che hanno interessato prevalentemente il mondo scolastico.

L’educazione tra pari è nata come metodologia legata alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse; oggi è andata oltre rispetto a questo obiettivo primario ed è diventata strumento in mano di giovani socialmente attivi nell’ambito della prevenzione primaria. La Peer education :

  • è la ricerca di un cambiamento nel gruppo;
  • viene svolta con risorse non professionali;
  • prevede una forte emotività esperienziale tra emittente e ricevente del messaggio che si vuole trasmettere;
  • privilegia il metodo piuttosto che il contenuto;
  • è lavoro nel gruppo e con il gruppo.

Un progetto di peer education deve essere perciò concordato da adulti e da giovani insieme, piuttosto che calato dall’alto dagli adulti verso i giovani, rischiando così di perdere completamente efficacia e di diventare qualcosa d’altro rispetto all’educazione tra pari.

La metodologia approvata e acquisita dalla Selva, con i giovani compresi nella fascia 15-29 anni , è quella dell’empowered peer educationmetodologia che deriva dal modello elaborato dalla psicologia di comunità basata sui principi della teoria del campo e della psico-dinamica dei gruppi di Lewin. Questo modello spiega come le forze agenti in un piccolo gruppo creano dei contrasti che servono a raggiungere e mantenere degli equilibri: ogni individuo interagisce con il gruppo, lo modifica e ne viene modificato.

La peer education fa dunque riferimento a tutti i metodi e alle tecniche che determinano il coinvolgimento attivo di soggetti alla pari, orientati alla realizzazione di un percorso di cambiamento e di apprendimento.

Il gruppo dei pari visto attraverso le teorizzazioni scientifiche proposte dal modello di Lewin, si presenta come un mezzo di azione educativa, che si accosta ai modelli democratici dell’apprendimento e dell’educazione, fondando il proprio percorso metodologico e operativo sulla prevalenza di un’atmosfera attivo – partecipativa in grado di generare il cambiamento. Riprendendo le parole di Piero Amerio, docente di Psicologia Sociale presso l’Università di Torino, la peer education “… si può intendere come un più profondo movimento di idee che, operando soprattutto con gli adolescenti e con i giovani, promuove un’educazione alla cittadinanza attraverso il dialogo libero e costruttivo tra pari”.